Paolo Spinola, Discorso sopra il nuovo armamento

Biblioteca Civica Berio, m. r.  V.2.9

Sul dorso: Genova / Miscellanea / T. I

[di Federico Federici? Sono appunti, e relazioni degli anni ’30 e ‘40

  1. 615-619

 

116 [numero dello scritto incluso nella miscellanea]

[1642] Discorso sopra il nuovo Armam.to di Galee sequelle fatto dalla Rep.ca di G. del S.re Pavolo Spinola q. Christofforo

 

[615] Io sono di quelli che sperano che’l nuovo armamento di Galee sequelle dover risultare alla Rep.ca nra  che evidente beneficio; e non dubbito che non debba giovare molto alla nostra conservazione, et aumento il potere in poche settimane giuntare un armata di 26 galee.

Mà perche sento discorrere con oppinioni tanto varie, et aliene al mio credere pericolose dè mezzi, per poter conseguire questo fine, mi par di vedere bene spesso frà la varietà dell’oppinioni vaccilar il fondam.to di questa fabrica; hò voluto ancor Io esporne il mio senzo in scritto acciò riesca più chiaro all’altrui intelligenza. Supponendo donque per primo che q.° nuovo armamento debba giungere al n.° di 20 galee ò circa, poi che se fussero meno gioveriano poco per le ragioni che di già sono state considerate q.ali non replico, mentre la deliberaz.e è quasi <…> fatte [sic] di armarne 20 propongo successivamente per indubitato che queste 20 galee non possono mantenersi colli noliti, né armarsi tutte di remieri voluntarij, mà che bisognerà descrivere detti remieri per obligo nella città, e riviere, trattenendo gl’officiali, e marinari con una paghetta, dando loro la paga intiera quando navigheranno; et à remieri dar q.alche essenzione ordinaria, e paga quando serviranno, che credo non potrà esser meno della razione e £ 12 in 15 il mese per ogn’uno.

Il far questa descrizione che sarà di 5m remieri, et haverli pronti al cenno, saria facile quando il mestiero [616] del vogar in galea non fusse volgarmente aborrito, mà fusse appreso per horrevolezza, come è quello del soldato. Che perciò non stimo buona ragione quella c’hò inteso dà alcuno con dire, si sono fatti gli scelti quali vengono ubbidienti; e cosi faranno quest’altri; ostandovi due ragioni, una come si è d.° del titolo aborrito di remiere di galea, dopo che si è scordato l’uso che vi era anticamente. L’altra che molte persone civili, e di buona condizione si sono arrolate alla milizia de’ scelti, che non saria conveniente d’arrollarsi per remieri. Si che per andar domesticando, e render meno odioso questo nome di remiere, di galea, saria opportuno rimedio l’armarne per 4 ò 6 volte, in uno ò due anni una sino in due per volta di gente volontaria, e mandarle à far noliti, quali al presente non si puonno fare al più solo duo volte l’anno, nella Sicilia, et uno in Siviglia; nel che conviene havere riguardo à non mandarne più di quello vi sia l’occasione del carrico, con il guadagno. Mà quando pure succedesse per alcuno accidente che li noliti fussero scarsi, et il guadagno scemo, conviene che’l del publico vi rimetta del proprio, il che potria importare dà M scudi ò poco più per viaggio; che sariano in 3 ò 4 volte 4m ò 5m scudi, tal che succederia che tornando què remieri à casa, et spargendosi voce per le riviere che fussero ritornati con 10 ò 12 scudi d’avanzo, anderiamo magnificando, essi remieri, e contando i gusti, et utili del viaggio; dal che succederia un invogliarne gl’altri, à segno che quando poi sentissero esser chiamati per arrolarsi d’obligo non saria loro tal nome odioso, come [617] è adesso, et il sarà maggiormente, se ritornando dal viaggio con poco guadagno, anderanno alle loro terre parlando con pentimento del viaggio fatto, dicendo non voler più tornare, disuadendo gl’altri che non vadino, come è seguito adesso, e se bene mi dirà alcuno, trovarsene non ostante q.° il n.° per armar le due che si spediscono per Siviglia, sarà però sempre peggio, se ritornando dicessero lo stesso, che per ciò stimo necessario, se pure ritornassero con poco guadagno, che’l publico supplisca di poco più sino ad un certo segno ragionevole; non entrando nel dire qualche cosa che potria cadere in consideraz.e circa il mandarli adesso, come di cosa già deliberata.

Se donque facendo queste galee 3 ò 4 viaggi, e ritornando i remieri alle case loro con questa sodisfazz.e uscirà un ordine di far la descrizione delle 20 per obligo, con publicare insieme i suoi privilegi, e salario dà darsi loro, quando saranno chiamati come sopra, sarà ricevuta questa deliberaz.e con applauso, e consenso de’ popoli, quali veniranno se non volontarij almeno sofferentemente; mà s’all’incontro riusciranno d.i viaggi di poco guadagno, e non supplirà il publico di proprio, dubbito che divulgando q.° mestiere per cattivo, et odioso, si riduremmo, à non haverli più voluntarij, e che in tale stato di mala oppinione sarà più difficile il descriverli, et haverli per obligo; dal che potria succedere, ò necessità d’abbandonar l’Impresa ò di proseguirla con modi violenti, et odiosi à popoli quali si deve procurare per quanto si può non solo che servino, mà ceh’l faccino volontieri, per non dare in quelli inconvenienti che sogliamo detestare in qualche prencipi, q.ali [618] ancor che faccino di loro sudditi tutto quello che vogliono, et i sudditi il supportino, il fanno però in maniera che il lor serviggio non è di giovamento, anzi di danno, con discapito di credito, e di buona volontà. Io non direi tali ragioni se q.to scritto fussi fatto per mandare alle stampe, ò per publicarsi; mà per che penso che non debba andar in mano solo à chi stà appoggiata la direzzione di questa impresa; e so che alcuno dir vorrebbe che’l fatto caminasse secondo il suo buon zelo, e desiderio, havrà di nuovo il sentir dire che quelli c’hanno fatto il viaggio per lo passato, restano malsodisfatti, e che non pensano di tornare, anzi disuadono gl’altri. Mà Io che l’hò sentito, et il sono andato investigando, con gelosa curiosità, il dico à chi governa, per avviso; come nol direi per discorrere, à chi non potesse rimediarlo; né dirò d’avantaggio mentre che stimo d’havere abbossato à bastanza un disegno che in pochi anni si può ridurre à perfezzione assai conforme à quello che si fa e si pensa; e solo aggiungo lo spendervi il publico 4m ò 6m scudi bisognando senza quali temo del buono essito; né saria somma tale che si dovesse (al parer mio) alterar molto nell’avventurarla per condurre à fine un opera [sic] conosciuta da tutti per buona; e contradetta solo dà quelli, che non la stimano riuscibile; al che Io non pongo dubbio se sarà guidata colle considerazioni e [619] modi già detti, il che si ristringe ad andar con fine che l’armamento sia di sequelle descritte per obligo, et i noliti siano solo ad esso per mezzo, et allettam.to e che’l publico aggiunga, et spenda alcuna cosa se bisognarà.

 

Ibidem, pp. 630-633 altri documenti sul nuovo armamento.

1642 marzo 11: decreto del Senato per l’offerta fatta dal luogo di Sestri ponente per il nuovo armamento

1642 febbraio 19: l’eccellentissimo Giacomo Lomellino dona una galea da chiamare Lomellina

Segue una lettera apparentemente di Anton Giulio Brignole Sale

Ser.mi Sig.ri

Troppo sterile è l’affetto che si mostra ver la patria solo parlando; Io mi sono dicchiarato molte volte nelle publiche radunanze apertamente con la voce, non poter la riputazione e la salvezza della Ser.ma Rep.ca fundarsi con più stabile gloria, che sopra l’accrescimento delle forze sue matirime; perciò parendomi obligato ad accordare la mano con la lingua, supplico VV SS Ser.me di compiacersi ch’Io cooperi all’essecuzione del magnanimo Decreto loro con l’intiera fabrica, et armamento d’una galea; e per sodisfare ad un tal puoco di zelante ambizione c’hanno gl’occhi miei, di rimirarla per mia opera non solo fabricata, mà navigante, degninsi lasciar [632] concorrervi con Xm libre <nelle spese> nelle spese della navigazione primiera di essa. Et a VV SS Ser.me humilmente m’inchino Ser.e devotiss.° Anton Giulio Brignole Sale

 

Segue un decreto di accettazione del dono, 1642 febbraio 20.

 

  1. 633: Magistrato sopra intendente all’armamento sudetto

Eccellentissimi

Gio. Battista Negrone

Pietro Maria Gentile

Ill.mi

Giacobo Lomellino

Gio. Luca Chiavari

Mag.ci

Alessandro Spinola

Pietro Giustiniano

Lorenzo Spinola q. P. Agostino

Pavolo Geronimo Pallavicino

Gio. Carlo Brignole

Francesco Garbarino q. Raffaelle

 

Segue un elenco di item:

 

Capitoli per li Governatori dell’armamento libero. In stampa che in tutto non furono accettati dal Senato per quanto di buona parte s’intese

Vedi Tom. 14 in f. n.° 58

Offerta fatta per d.° armamento dalla Casacchia di S. Giacobo delle Focine. Con decreto del Senato in stampa

Tomo 14 in f. n.° 48

Decreti del Senato à favore di Savonesi per aiuto dato ad esso Armamento. In stampa. T. 14 in f. n.° 60

Discorso sopra d.° nuovo armamento à c. 615

 

A p. 1058 viene riportato un decreto del 14 agosto 1642 che autorizza  genovesi di attaccare i corsari che infestano i mari.

 

 

Carlo Bitossi

Sono nato (1951) e ho studiato a Genova. Laureato in Filosofia (1976), ho lavorato sedici anni nell’Archivio di Stato di Genova. Dal 2000 ho insegnato nell’Università di Ferrara, come professore dapprima associato e poi ordinario di Storia moderna. Sono in pensione dall’ottobre 2021. Imitando i colleghi anglosassoni che forniscono nei profili anche informazioni private aggiungo che amo i gatti e sono un sostenitore irriducibile del Genoa CFC.